Arte e Cultura

L'interesse artistico della zona è legato in particolare all'arte sacra.
Oltre alle chiese sono presenti edifici con interessanti caratteristiche architettoniche e, numerosi affreschi e pitture murarie rappresentanti immagini sacre, sono visibili sui muri esterni delle case in molte contrade e in particolar modo a S. Andrea.
Si possono inoltre osservare numerose colonnette votive, archi e meridiane sparse su tutto il territorio. Tradizioni antiche come il ferro battuto e la lavorazione del legno sono tuttora parte dell'artigianato del paese.


Abbazia Benedettina

L'Abbazia benedettina, alla quale si accede dalla Piazza Mercato, fu costruita tra il 1424 e il 1433 dall'abate veronese Maffeo Maffei, giovane nobile e ricco. L'edificio, a pianta quadrata, sorge attorno ad un chiostro di cui fu completato solo il lato meridionale, facciata della attuale canonica. Sotto il porticato è conservata una statua di San Vito del XV° secolo. All'interno della canonica sono ancora visibili tracce di affreschi databili tra il XV° e il XVI° secolo e un soffitto ligneo a cassettoni di notevole pregio. Sul lato nord del complesso abbaziale spunta il campanile romanico conservante una sola bifora della cella campanaria (rovinata dal terremoto del 1891) il quale sovrasta l'antico oratorio sede della prima chiesa parrocchiale. Sia il campanile che l'oratorio sottostante sono stati recentemente restaurati.

Veduta dell'Abbazia

Badia Calavena. L'Abbazia dei Maffei


Chiesetta di Monte San Pietro

Badia Calavena. Chiesetta di Monte San Pietro

Badia Calavena. Chiesetta di Monte San Pietro

Fu il primo insediamento del monastero dei monaci benedettini a Badia. Rimane un importante riferimento religioso e culturale nella zona. Attualmente ospita nelle stanze adiacenti alla chiesetta un originale museo dedicato alla selce e alla 'pietra focaia'.

Badia Calavena. 'San Piero' all'alba

Badia Calavena. 'San Piero' all'alba


Chiesa Parrocchiale

Badia Calavena. Chiesa Parrocchiale

Badia Calavena. Chiesa Parrocchiale

L'attuale chiesa è stata costruita tra il 1824 ed il 1828. Possiede una facciata a capanna con quattro lesene che sorreggono il timpano e due statue raffiguranti l'annunciazione. È affiancata da un alto campanile edificato nella seconda metà dell'ottocento. L'interno è ad una sola navata con l'altare maggiore in stile barocco in marmi di vario colore, e 4 altari laterali: quello del Crocefisso (scolpito nel 1889), dei SS.Vito e Modesto (patroni del paese), della Madonna e di Sant'Antonio, conservante una tela del Turci detto l'Orbetto. Sul pulpito è alloggiata un statua lignea di S.Pietro risalente all'alto medioevo.

Badia Calavena. Chiesa parrocchiale: dipinto dell'Orbetto (1630)

Badia Calavena. Chiesa parrocchiale:
dipinto dell'Orbetto (1630)


Affreschi esterni

Sul territorio sono numerose la sculture e le pitture realizzate dalla fede e dalla pietà religiosa degli antenati. Sulle facciate di case e rustici si trovano in particolare affreschi del Casella, un artista che operò a fine '600 in tutta la Val d'Illasi, e del "Pittore dagli occhi chiusi" così detto per le caratteristiche delle sue figure; soggetto principale di questi ritratti è la Madonna con Bambino (per questo i pittori erano anche detti "madonnari").

Pittura muraria a Pellicari

Pittura muraria a Pellicari


Ecomuseo monotematico PIETRE IN DIVENIRE: "LA SELCE"

selce lavorata

Perchè ecomuseo e perchè monotematico.

Un evento culturale, se specchio della comunità che lo genera, rivela la capacità di decifrare ed interpretare il proprio territorio riassumendo i valori nel contesto storico. La formula ecomuseo, pur perseguendo l'aspetto specifico delle risorse culturali locali, ancora non evidenziate, nel processo di globalizzazione del sapere, non rientra nella tradizione dei musei civici di derivazione ottocentesca, spesso espressioni di raccolte di "antiquaria", dove la discrezionalità della scelta espositiva dipende da soggetti culturalmente predefiniti. L'ecomuseo nasce come strumento interpretativo e comunicativo, nell'ambito di appartenenza territoriale, presentando in un ampio ventaglio di offerta, il coinvolgimento diretto di gruppi operativi già attivi (nel caso di Badia Calavena, i "Pistonieri dell'Abbazia", le istituzioni locali, gli operatori economici del territorio) aventi il compito di mediatori tra contenuto museale e riferimenti esterni, documentabili e approfondibili. La Lessinia una terra singolarmente ricca di valenze ambientali specifiche (la località di Bolca per tutte... e sarebbe troppo lungo elencare qui il numero di siti preistorici, alcuni dei quali di riferimento europeo), si presta per applicare codici di divulgazione e fruizione mirati a un inquadramento locale inteso in senso storico-dinamico, tale da comprendere la cultura materiale, la civiltà industriale e quella militare, tutti aspetti che evidenziano le realtà legate alla tradizione tuttora in auge, rappresentate da "folendari" e pistonieri. Questo ecomuseo espone unicamente oggetti realizzati seguendo le tecniche dell'archeologia sperimentale.

selce lavorata

TRADIZIONI POPOLARI: IL TROMBINO.

Una sintesi ideale di quanto esposto è rappresentata da una inusuale e originalissima arma: il pistone o trombino, del peso, a volte, di più di 50 kg. Assolutamente inadatto a recare offesa, racchiude in un attimo fragoroso il richiamo del fuoco, della selce, delle ancestrali "fatiche" per la sopravvivenza. Grazie ai pistonieri dell'abbazia, la tradizionale arma ancora oggi mantiene uno stretto legame con il passato, messaggio sociale che invita al recupero della memoria storica nell'auspicio di un presente migliore.

Orario di apertura del museo: domenica 14.30 - 18.00.
Per gli altri giorni su prenotazione al Comune di Badia Calavena
Tel. 045 7810503 - 045 7810685

Trombini in una foto d'epoca

Trombini in una foto d'epoca