Storia
Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio di Badia Calavena risalgono alla preistoria. Sono state ritrovate infatti tracce di insediamenti e reperti dell'Età del Bronzo e del Ferro. Il primo vero documento sulla storia di Badia è però una pietra con un'iscrizione del 1040 la quale attesta la costruzione di un castello da parte del vescovo di Verona Walter sul monte San Pietro, una collina sovrastante l'attuale centro abitato. Sulle rovine di questa prima struttura venne edificato ad opera dei monaci benedettini un piccolo monastero, menzionato in un documento di regole di affitto del 1133 e in una Bolla papale di Eugenio III° del 1145, dove si cita chiaramente il "Monasterium Sancti Petri de Calavena". Iniziò così a stabilirsi una piccola ma fiorente comunità di frati che arricchendosi di donazioni e proprietà aumentò di importanza tanto che il 10 Giugno 1185 fu visitata dal papa Lucio III°, a quel tempo ospite a Verona. Il papa dopo la sua visita emanò una Bolla in favore del Monastero che ne fece uno dei più ricchi e potenti della regione. Verso gli inizi del '200 i frati si trasferirono dal colle al pianoro sottostante, prosperando nei decenni successivi.
Pietra del 1040 con l'iscrizione latina:
"+ AN-DNI-MXL SUPTU WALTARII EPI HOC CASTELLO EREXIT A SOLO"
Traduzione: "anno del Signore 1040 a spese del vescovo Walterio questo castello eresse dal suolo".
Nel frattempo a partire dalla fine del XIII° secolo in tutta l'area vi fu un considerevole e costante insediamento da parte di comunità tedesche di origine bavaro-tirolese, i cosiddetti Cimbri, famiglie di boscaioli che porteranno alla formazione di numerose contrade in tutta la Lessinia centro-orientale e nel territorio di Badia. Infatti nell'elenco dei comuni teutonici della "Montagna del carbon" ( i 13 comuni cimbri veronesi) del 1396 compare anche "Sprea con Progno" antico nome dell'attuale comune. La convivenza tra monaci e le nuove comunità locali non fu sempre serena a causa delle continue liti per i possedimenti delle terre e la paga delle decime, citate in diversi documenti dell'epoca.
Nel 1424 inizia ad opera dell'abate Maffeo Maffei la costruzione della nuova abbazia, ampliandola e dotandola di un pregevole chiostro, ancora oggi emblema del paese. Da quegli anni però per il Monastero inizia un lento ma costante declino che lo porterà a perdere la propria autonomia nel 1529 passando sotto la giurisdizione del Monastero di San Nazaro e Celso di Verona. Sarà definitivamente soppresso nel 1810 con decreto napoleonico e successivamente verrà trasformato in parrocchia. Contestualmente alla decadenza dell'abbazia prende maggior vigore il comune di Badia Calavena che durante tutto il '600 e il '700 amplia il proprio territorio e vede crescere i propri confini. Nel 1630 anche Badia fu duramente colpita dalla peste manzoniana che decimò la popolazione locale.
Chiostro dell'Abbazia Benedettina
Nel 1815 il Comune diviene capoluogo del X Distretto della Provincia nel Regno Lombardo-Veneto, contestualmente vengono istituite le prime scuole elementari (con tre anni obbligatori). Con l'Unità d'Italia, Badia venne a far parte del Distretto di Tregnago. La fine dell'800 fu segnata da un disastroso terremoto con epicentro proprio a Badia, il quale fece crollare e lesionò numerose abitazioni del comune. Durante la metà del XX° secolo si ebbe un notevole decremento della popolazione per il fenomeno migratorio fortemente sentito in tutte le contrade. Dagli anni '80 ad oggi vi è una lenta ma progressiva ripresa della crescita demografica e del recupero delle case delle contrade. Il paese è tornato ad essere un importante centro della collina veronese.